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La storia locale che arriva alla gente con “I Venerdì della storia trevana”

L’edizione 2017-2018 si conclude con uno studioso d’eccezione, Mons. Prof. Giampiero Ceccarelli, autorevole Storico della Chiesa.

la barbabietola

Trevi, 12/04/2018 - Cultura

La storia locale che arriva alla gente, curiosa ed interessata, con “I Venerdì della storia trevana”. L’edizione 2017-2018 si conclude con uno studioso d’eccezione, Mons. Prof. Giampiero Ceccarelli, autorevole Storico della Chiesa. “Uno studio della storia calato nel territorio in cui si vive, toccando con mano i "ferri del mestiere" è un buon esempio di superamento di quell'idea di storia universale, impoverita dell'aspetto umano e di difficile comprensione delle complesse dinamiche che sono alla base di ogni evento, anche quello che apparentemente potrebbe sembrare poco rilevante. Fino a pochi anni fa, ma in certi casi accade anche oggi, gli storici accademici accusavano gli studiosi di storia locale di provincialismo: negli anni Trenta, in Francia, attraverso la rivista "Annales", ad opera di Marc Bloch e Lucien Febbre si inizia a concepire la storia come scienza sociale e non si potè più parlare di storia senza inserirla in un ambiente geografico, economico, demografico etc. Dagli ... segue

 

CRONACA

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Toccante omelia del Vescovo Renato Boccardo

   

11/12/2017 - Per le esequie del Sindaco di Spoleto Prof. Fabrizio Cardarelli, venuto a mancare improvvisamente p ... segue

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Grande successo per Expo ASL Cultura

   

26/11/2017- A Foligno le scuole si scambiano buone pratiche di alternanza scuola lavoro ... segue

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POLITICA

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CONSIGLIO COMUNALE GIOVEDÌ 31 LUGLIO

   

25/07/2014- Il Consiglio Comunale è convocato in seduta ordinaria di i convocazione nella Sala consiliare “Spole ... segue

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Villa Fabri - Un’impresa romana di primo Seicento - torna a splendere.

   

31/03/2018- Un libro ne diffonde l’importanza di dimora gentilizia in Umbria e nel centro Italia. ... segue

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ARTE E MOSTRE

CULTURA

 

A Foligno due interessanti mostre sulla Grande Guerra

   

25/11/2017- Le rassegne fanno parte del progetto triennale de L'officina della memoria su Foligno e la Grande Gu ... segue

pagina arte e mostre

 

Bilancio positivo per il Museo di Trevi (Perugia)

   

17/02/2018- Il 2018 è l'anno dei grandi eventi di respiro nazionale ... segue

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  Religione

PREDICHE. LA PREGHIERA DI GESÚ:IL PADRE NOSTRO .. segue - altre notizie

Spoleto
14/06/2017
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NOMINATI PRESIDENTI E VICEPRESIDENTI DI COMMISSIONE NORMATIVA E III COMMISSIONE .. segue - altre notizie

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10/07/2014
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QUANDO BEYONCÉ VA ALL’OPERA .. segue - altre notizie

Spoleto
14/09/2017
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IL CAMPIONATO DEL MONDO DI ENDURO FA TAPPA A SPOLETO .. segue - altre notizie

Spoleto
12/05/2017
   
 
 
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OCCHIELLO

IL DON GIOVANNI DI SPOLETO60 RIPARTE DA NOVARA

 

Su progetto artistico del Festival di Spoleto e coprodotto dalla Fondazione Teatro Coccia di Novara e da Ravenna Festival in collaborazione con Festival di Spoleto 60 e Cartagena Festival Internacional de Música, anche l’allestimento della tournée novarese ha la regia e l’ideazione luci di Giorgio Ferrara, mentre la direzione dell’Orchestra Giovanile Luigi Cherubini è affidata questa volta a Matteo Beltrami. La drammaturgia è di Giorgio Ferrara e René de Ceccatty, la scenografia di Dante Ferretti e Francesca Lo Schiavo, i costumi di Maurizio Galante. Il cast dei cantanti è composto da Dimitris Tiliakos (Don Giovanni), Cristian Saitta (Il commendatore), Lucia Cesaroni (Donna Anna), Brian Michael Moore (Don Ottavio), Francesca Sassu (Donna Elvira), Andrea Concetti (Leporello) Daniel Giulianini (Masetto) e Arianna Vendittelli (Zerlina).

"Il Don Giovanni di Da Ponte e di Mozart, anche se ispirato a una celebre commedia spagnola di Tirso de Molina, che fu anche adattata da Molière in Francia, è un capolavoro di un’originalità stravolgente, per il conflitto tra musica e parole. Spesso rappresentato come una tragi-commedia, per via delle scene più leggere tra Masetto e Zerlina e della comicità del personaggio di Leporello, o dello scambio di vestiti e di personalità del secondo atto (tra il servitore e il padrone), si tratta in verità di una grande messa da requiem, di un dialogo tra un ateo e la morte. Appunto per questo Sören Kierkegaard ha proposto in Enten Eller delle analisi penetranti del Don Giovanni di Mozart.
La perfezione del libretto e delle partiture di Don Giovanni non impedisce un vero approfondimento estetico del dramma. Nessun intervento sull’intreccio. Tuttavia, per risolvere la questione problematica del conflitto tra l’apparente gioia di vivere e di amare e la minaccia tragica, tra tradimenti erotici e fatalità dell’ultima sentenza, la Morte, dovunque presente nella musica, sia nelle arie di Donna Elvira e di Donna Anna che nelle dichiarazioni amorose di Don Giovanni, abbiamo ambientato la totalità in una cripta e in un cimitero, e non solo l’unica scena che si svolge proprio lì. Tutta l’azione si vive come un sogno, forse fatto da Sören Kierkegaard, che, riflettendo sulla musica di Mozart e sui caratteri tragici dei personaggi, fa uscire i protagonisti dalle tombe, dai monumenti funebri (...)." (Giorgio Ferrara, René de Ceccatty)

 
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