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Museo diocesano

Inaugurato negli anni settanta del secolo scorso, il museo è nato dall’esigenza di valorizzare e sottrarre alla rovina il patrimonio storico-artistico della Diocesi di Spoleto-Norcia. Il museo è collocato nel complesso del palazzo arcivescovile, in cui è inclusa anche la Basilica di Sant’Eufemia, ed il suo allestimento si snoda nell’ala di rappresentanza, denominata “Appartamento del Cardinale”. Le opere esposte sono ordinate cronologicamente e tematicamente nei saloni ornati da porte cinquecentesche e decorati tra la fine del XVIII e gli inizi del XIX secolo. La prima sala conserva tre croci sagomate e dipinte (XII-XV secolo) ed alcune tavole tra le quali il panello centrale di un polittico attribuito al Maestro della Madonna Strass; la Sala Barberini, utilizzata anche come luogo di conferenze, raccoglie opere d Simone De Magistris Pietro Labbruzzi e Lazzaro Baldi; la Sala Orsini ospita opere pittoriche dei maestri locali quattrocenteschi Bartolomeo da Miranda e Giovanni Sparapane, mentre nella successiva Sala Facchinetti sono le opere di Neri di Bicci, Filippino Lippi e Domenico Beccafumi. Notevole è anche la Sala “Ab Aqua” contenente opere sei-settecentesche di artisti del calibro del Cavalier d’Arpino, Sebastiano Conca, Gian Lorenzo Bernini ed Alessandro Algardi. Dalla successiva Cappella del Cardinale si accede nel passaggio che porta all’interno della Basilica di Sant’Eufemia. Le prime notizie in merito alla chiesa risalgono al X secolo, quando ad essa fu congiunto un monastero benedettino femminile, trasformato poi in palazzo vescovile nel XII secolo. A tale epoca è riconducibile anche la riedificazione in forme romaniche della chiesa, che nel ‘400 venne intitolata a Santa Lucia. Essa rappresenta uno dei più notevoli esempi di architettura romanica in Umbria, con la facciata adorna del portale a tre rincassi sormontato da una bifora, e corpo centrale sopraelevato a due spioventi. L’interno, a tre navate, è diviso da colonne con capitelli di reimpiego, provenienti da edifici classici ed altomedievali, mentre l’altare marmoreo del XIII secolo è scolpito con raffinati bassorilievi raffiguranti l’Agnus Dei ed i Simboli degli Evangelisti. La particolare struttura interna a due piani deriva probabilmente dal fatto che la primitiva chiesa era una cappella di palazzo fornita di gallerie, sul modello della cappella palatina di Aquisgrana. Nel XII secolo, al momento della riedificazione, le maestranze avrebbero dunque ricalcato lo schema originario, secondo il quale la navata centrale è preceduta da un nartece che rende possibile la comunicazione tra i due livelli.

 
 
 
 
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