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Trevi - Convento di San Martino

 
     

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Accendiamo luci di speranza perché la presenza francescana a Trevi non ci abbandoni

Trevi, chiude il convento di San Martino. I Frati si trasferiscono.

la barbabietola

Trevi, 30/07/2017

Giovedì 3 agosto 2017 tutta la comunità trevana si ritroverà in Piazza Mazzini alle ore 20,30 per una fiaccolata “Siamo luci di speranza”. La fiaccolata solidale che giungerà al convento di San Martino vuole manifestare piena, sincera solidarietà e vicinanza alla realtà francescana consolidata da secoli nel territorio trevano e per preservare la memoria del concittadino francescano, martire in Cina, il vescovo Antonino Fantosati, santo nell’anno 2000: anno giubilare.
I cittadini si chiedono il perché della chiusura del convento di San Martino e del trasferimento dei Frati. Decisione presa dal Provinciale del Serafico di Santa Maria degli Angeli.
Quanto appreso non ha lasciato indifferente il sindaco di Trevi, Bernardino Sperandio che si è subito attivato per scongiurare questa ipotesi. “Siamo pronti a compiere ogni azione utile affinché i frati restino qui e il convento non chiuda – è l’appello del primo cittadino -. È un luogo dove si compiono numerose attività, un laboratorio di idee sempre attivo in grado di raccogliere e far avvicinare non solo i fedeli. Il convento – come ricorda il sindaco – ospita i frati dal 1400 che costituiscono un punto di riferimento importante. In paesi piccoli come il nostro avere un luogo di aggregazione, confronto e crescita, soprattutto per i più giovani è fondamentale. Attorno ai frati vive una realtà associativa importante, mi riferisco all’Oratorio dei Santi Angeli e Custodi che nel periodo estivo conta 160 ragazzi dai 6 ai 16 anni. I frati hanno saputo accogliere fraternamente non solo i giovani ma i malati, gli anziani e le famiglie bisognose del territorio, e grazie al loro aiuto le Parrocchie dei Santi Antonino e Clemente oggi sono unite”.
Continua il primo cittadino: «Non possiamo permettere assolutamente che il convento chiuda. Non intendiamo accettare, senza muovere un dito e senza cercare una soluzione alternativa, una decisione che pesa come un macigno sulla nostra comunità”.
LA STORIA DEL CONVENTO
Il convento sorge in una meravigliosa posizione panoramica a fianco della città di Trevi.
Cenni storici
In questo stesso luogo, con identica intitolazione, sorgeva l’antica pieve di Trevi, di cui parla a lungo il cronista Francesco Mugnoni.
Il primo ricordo di quella chiesa ricorre in un documento del 1235: una sentenza circa la restituzione di terre pronunciata da Giacomo arciprete della pieve di S. Martino, delegato del papa.
I suoi beni e il titolo verso il 1430 passarono alla chiesa di S. Emiliano, poi, nel 1469 predicò in Trevi durante la Quaresima fra Agostino da Perugia, minore osservante, il quale « plurimum et vehementium » si scagliò contro gli usurai e in difesa dei poveri promosse la fondazione di uno dei primi monti di pietà.
Da tale avvenimento scaturì il desiderio di avere in Trevi un convento dei frati Minori dell’Osservanza.
Nel 1473 il Comune deliberò di trovare per essi un luogo adatto; cui si aggiunse un lascito di 800 fiorini da parte di Antonio Manenteschi a tale scopo.
Nel 1479, l’abate di Bovara, Tommaso Valenti cedette il luogo detto « il monte della Pieve » ai frati, cui seguì l’approvazione del papa Sisto IV.
Finalmente nel 1487 capitò in Trevi il beato Bernardino da Feltre, il quale fece approvare utilissime costituzioni « ad bene vivendum ».
L’anno dopo il Comune, in segno di riconoscenza e gratitudine per l’opera sociale promossa dai frati, concesse, per aiutare le fabbriche iniziate, i proventi del danno dato e della cenceria e metà di quello dei malefici per cinque anni; nel 1495 tale concessione fu riconfermata.
Ma intanto il popolo si oppose a che la primitiva intitolazione si mutasse in quella decisa di San Sebastiano.
Nel 1612, Paolo V tolse il convento agli Osservanti e lo dette ai Riformati, i quali vi aprirono anche un lanificio che riforniva di panno tutti gli altri conventi della provincia.
Cappella di San Girolamo
Sulla sinistra del piazzale, la Cappella di S. Girolamo, fondata da Cesare Minerva nel 1512; chiusa al pubblico nel 1723 e ridotta ad uso interno del convento e poi addirittura come cimitero dei frati, fu riaperta dietro le pressioni dei trevani nel 1837.
Conserva nel suo modestissimo interno, sulla parete sinistra un grande magnifico affresco di Giovanni Spagna: al centro la Vergine Assunta in una mandorla iridata con teste di cherubini e tra due Angeli adoranti, in basso, inginocchiati, i Ss. Girolamo, Giovanni Battista, Francesco d’Assisi e Antonio da Padova; fa da sfondo un ameno paesaggio ripreso dal vero con la Valle Umbra e la città di Foligno; al centro la data M.D.XII.
Sulla parete di fronte alla porta d’ingresso, S. Emiliano e la committente inginocchiata, affresco di Tiberio d’Assisi.
Esterno
Sotto il portico della chiesa, ammodernato alla fine del ‘700, sulla lunetta del portale quattrocentesco, Madonna col Bambino tra due Angeli adoranti, affresco firmato di Tiberio d’Assisi, come risulta dalla iscrizione frammentaria: “IOANNES BAPTISTA MAG. . . DE TREVIO FECIT FIERI . TIBERIUS DE ASSI. .”
Interno
L’interno, completamente rinnovato nel Sei-Settecento, ebbe già sull’altare maggiore la bella grande tavola dello Spagna (oggi nella Pinacoteca comunale), replica di altra già dipinta a Todi e a sua volta desunta da quella del Ghirlandaio a Narni.
Lo Spagna il 10 luglio 1522 si impegnò con un contratto a terminare per la festa dell’Assunta di quell’anno « quoddam opus sive picturas conventas cum operarii ditte ecclesie ».
Dell’antica decorazione originale, oggi vi restano due affreschi trasferiti dalla loro ubicazione originaria e sistemati ai lati dell’altare maggiore: a sinistra S. Martino che dona le vesti al povero e a destra la Madonna col Bambino tra i Ss. Francesco d’Assisi e Antonio da Padova, sullo sfondo un coro di Angeli musicanti; opere del pittore folignate Pierantonio Mezastris, il quale il 20 aprile 1488 promise ai priori di Trevi di « pingere multum ornate faciem iuxta altare cappelle Sancti Sebastiani prope Sanctum Martinum », secondo i patti stabiliti con i frati e con Natimbene Valenti, per la somma di 23 fiorini e una coppa di grano.
Le pareti della navata sono ornate di quattro grandi quadri ad olio, tra cui uno con S. Elisabetta di Ungheria, con la scritta: FRATER LUCAS ORDINIS MINORUM GALLUS PINGEBAT AN. DOM. 1688.
Lungo la parete destra si aprono due cappelle; quella del Crocifisso,dove si trova la lapide. Al centro un bel Crocifisso ligneo del tardo ‘500.
Nell’altra cappella, prossima all’ingresso, dedicata al beato Antonio Fantosati, di Trevi, vescovo francescano assassinato in Cina a Hen-chan-fu nel 1900, anticamente dedicata alla Madonna, si trovava la bella tela ad olio con l’immagine dell’Immacolata Concezione, oggi collocata sopra l'altare maggiore, datata 1592, opera di Ascensidonio Spacca, commissionata da Girolamo Fabri.
Dello stesso Spacca esistono diversi lavori all’interno del convento; nel chiostro della fine del secolo XV, diversi medaglioni con immagini di Santi e un S. Francesco che riceve le stimmate in un paesaggio fantastico; nel refettorio antico un’Ultima Cena, originalmente ambientata secondo i costumi del tempo e vivacizzata da una marcata caratterizzazione dei personaggi, datata 1601.

 
 


 

 
 
   

 

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