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Festival di Spoleto: un bel volume ne ripercorre la storia

Sarà presentato alla ROCCA ALBORNOZ, MUSEO NAZIONALE DEL DUCATO, il 29 giugno 2017, ore 11.

la barbabietola

Spoleto, 29/06/5098

Tantissime le novità a Spoleto per la 60ma edizione del Festival dei Due Mondi. La più longeva manifestazione in Italia dedicata a tutte le arti. Una storia straordinaria iniziata nel 1958 grazie alla geniale intuizione di Gian Carlo Menotti, che volle dar vita ad una manifestazione che fosse l’ “incontro tra esponenti delle nuove generazioni artistiche d'Europa e d'America”, trasformando Spoleto in un grande palcoscenico. Il Festival ha segnato una svolta in tutti i campi dell’espressione artistica. Negli anni '60 e '80, diventò un'occasione di rara mondanità, tra grandi artisti internazionali e avanguardia, intellettuali e personaggi illustri che si davano appuntamento a Spoleto per celebrare la ricerca artistica dei due mondi: americano e europeo. Uomini di cultura e di spettacolo, grandi direttori d’orchestra e artisti di fama internazionale: Thomas Shippers, John Butler, Luchino Visconti, Franco Zeffirelli, Ingmar Bergman, Jerzi Grotowski, Luca Ronconi, Jerome Robbins, Alwin Nikolais, Pina Bausch, Ezra Pound, Allen Ginsberg, solo per citarne alcuni. Si pensi anche soltanto ad alcuni degli artisti che firmarono i celebri manifesti in quegli anni: Saul Steinberg (1969), Giacomo Manzù (1970), Giacomo Capogrossi (1971), William De Kooning (1974), Afro (1977), Jean Michel Folon (1977), Joan Mirò (1981), Henry Moore (1982). Tradizione e sperimentazione per un festival di fama internazionale, che aveva dato il via a delle edizioni satelliti anche a Charleston dal 1977 e Melbourne dal 1986. Spoleto era diventata il luogo della ricerca e sperimentazione.
Una storia gloriosa iniziata nel 1958 che viene ora puntualizzata in una bella pubblicazione di Antonella Manni, storica dell’arte, storica della manifestazione e giornalista del quotidiano Il Messaggero, e Rosaria Mencarelli.
Quest’anno, ad inaugurare la sessantesima edizione uno spettacolo quadrimensionale di teatro-musica-danza-cinema e il concerto di chiusura diretto dal maestro Riccardo Muti. Luogo di incontro tra culture diverse. Dal 2007 la manifestazione si svolge sotto la direzione artistica di Giorgio Ferrara, regista di cinema e teatro. A Ferrara si deve il rilancio del Festival, dopo anni di crisi, confermandosi un appuntamento imperdibile nel calendario culturale italiano: 80.000 le presenze registrate nel 2016, 70.000 nel 2015, una ripresa eccezionale, dopo le 5.000 presenze del 2007.
Ma torniamo al volume dal titolo SPOLETO 1958. ALLE RADICI DELLA STORIA, IL PRIMO FESTIVAL DEI DUE MONDI a cura di Antonella Manni e Rosaria Mencarelli con la collaborazione di Fondazione Cassa di Risparmio di Spoleto e Fondazione "Francesca, Valentina e Luigi Antonini".
Una pubblicazione con fotografie originali, documenti d’archivio e articoli usciti su quotidiani dell’epoca. Una rigorosa rilettura delle origini della manifestazione che ha segnato la storia della città e la vita culturale italiana. Il volume edito nel 2017 da Nuova Eliografica Fiori, vuole essere compendio ed estensione della ricerca già condotta con il volume Spoleto 1958, cronache da un festival edito nel 2006 dal Circolo della Stampa di Spoleto "Walter Tobagi", arricchendo il quadro della genesi della manifestazione con fotografie e nuovi documenti. L’opera, con una prefazione di Rosaria Mencarelli, si articola in quattro capitoli: Festival dei Due Mondi 1958. Protagonisti e spettacoli di Moreno Cerquetelli; “Spoleto 58” secondo il NY Times di Marco Rambaldi; La città e il primo Festival. Appunti e immagini dall’archivio di Antonio Busetti di Antonella C. Manni; Alle radici della storia di Paolo Bianchi.

 
 


 

 
 
   

 

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