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Di Carlo Roberto Petrini

 
 
 

Giuseppe Piermarini architetto

 

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GIUSEPPE PIERMARINI TRA BAROCCO E NEOCLASSICO - ROMA, NAPOLI, CASERTA, FOLIGNO

Evento di ampio respiro e di alto spessore culturale la mostra sull'architetto Piermarini, a cura di Marcello Fagiolo e Marisa Tabarrini, che si inaugura sabato 5 giugno alle ore 18 nelle sale di Palazzo Trinci a Foligno.

Foligno

05/06/2010

La rassegna, che si potrà vedere fino al 2 ottobre, è la fase conclusiva di un percorso di studi intorno alla figura del grande architetto neoclassico e rende omaggio all’'illustre concittadino Piermarini, in occasione del bicentenario della sua morte.
“La mostra - scrive Carlo Bertelli, storico dell’arte - che qui si presenta si apre nel bel mezzo di rinnovati studi su Piermarini , tra colloqui e seminari (a Mantova, presto a Roma e a Milano) e presenta in Piermarini la nuova figura di architetto moderno, rivolto alla semplificazione e alla razionalità, alla distribuzione funzionale degli spazi, attento alla taratura dei conti, impegnato nel cantiere, inventivo nelle soluzioni tecniche; qualità che si traducono in sobria eleganza e asciuttezza della forma. Tra le novità che la mostra presenta si segnalano gli anni della formazione, non soltanto in rapporto con il maestro Vanvitelli, ma anche con figure di grande interesse, come Carlo Murena e Paolo Posi, oppure, nei taccuini conservati a Foligno, la scoperta della sua cultura botanica, indispensabile ad un architetto di giardini e di apparati festivi. Il Milizia lodava Carlo Murena per non avere ceduto ai ghiribizzi correnti, mentre un Elogio del Piermarini, uscito anonimo a Monza nel 1811, ora ripubblicato da Gianni Mezzanotte, Giuliana Ricci e Aurora Scotti, si compiaceva con lui per avere rotto con la barbara maniera … delli corrotti seguaci del Borromino, secondo l’autore dominante a Milano grazie ai “despoti” Croce e Gagliardi. Croce fu appunto l’autore della guglia sul tiburio del duomo, allo stesso tempo gotica e borrominiana. Davvero non vi poteva essere suggerimento migliore per farci apprezzare la silenziosa rivoluzione di Giuseppe Piermarini”.
La bella rassegna - a cura di Marcello Fagiolo e Marisa Tabarrini - propone un ampio panorama della Roma settecentesca a cavallo degli anni sessanta, attraverso i più significativi luoghi dell’apprendistato piermariniano, tra lo scadere del pontificato di Benedetto XIV (1740-1758) e il rinnovato clima culturale del pontificato di Clemente XIII (1758-1769); e quindi della collaborazione a Napoli nello studio di Vanvitelli, prima del trasferimento a Milano nel 1769 e del rientro definitivo a Foligno. L’arrivo di Piermarini a Roma coincide col momento più alto di confluenza nella città di giovani artisti da ogni parte d’Italia e d’Europa e di colti personaggi - teorici e antiquari come Winckelmann e Milizia, pittori e architetti come Mengs e Piranesi – i quali, attirati dalle vestigia dell’antichità classica, diventano protagonisti del rinnovamento artistico e della transizione dal barocco al neoclassico.
La valorizzazione dell’antico sull’onda di importanti scoperte archeologiche, divulgate da una pubblicistica internazionale, è sostenuto anche dal mecenatismo papale e di alcune grandi famiglie romane che promuovono l’insegnamento accademico e incentivano la cultura museale. Nella città crocevia cosmopolita si rafforza gradualmente la contestazione del barocco nella quale si è riconosciuta la precoce incubazione di idee che preludono al Neoclassicismo internazionale.
Percorso della mostra
“Il percorso della rassegna - sottolineano i curatori affermati studiosi di architettura - è scandito in sezioni cronologiche e tematiche, dopo un excursus su Foligno , luogo di nascita dell’architetto, si apre con la Roma di Benedetto XIV e Clemente XIII, immortalata dalla grande veduta di Giuseppe Vasi, con una galleria di ritratti dei maggiori protagonisti: i due papi e i cardinali camerlenghi Silvio Valenti Gonzaga e Girolamo Colonna, promotori delle scienze e delle arti, e poi Boscovich, illustre scienziato docente al Collegio Romano, mentore di Piermarini Vengono poi indagati i luoghi dell’apprendistato piermariniano. Lo studio di Paolo Posi e il cantiere del palazzo del cardinale Girolamo Colonna alle pendici del Quirinale. Viene illustrato in particolare il laboratorio dell’Effimero con le macchine pirotecniche delle Chinee, l’omaggio spettacolare al papa del re di Napoli che si ripeteva ogni anno. Il passaggio nello studio di Carlo Murena, luogotenente di Luigi Vanvitelli a Roma, significa per il Piermarini anche uno stretto contatto con insegnanti e allievi dell’Accademia di San Luca. Gli “scolari” di Murena – Andrea Vici, Girolamo Toma, Virgilio Bracci – secondo il metodo consolidatosi a Roma al tempo di Carlo Fontana studiavano e copiavano i progetti dei maestri, e si applicavano metodicamente al rilevamento degli edifici antichi e moderni. L’approdo a Napoli nello studio di Vanvitelli viene infine illustrato da opere di Luigi e Carlo Vanvitelli”.
“Il gusto per il collezionismo archeologico – spiegano ancora i curatori – è rappresentato da immagini di villa Albani a Roma, opera di Carlo Marchionni inaugurata con fasto nel 1761, e di villa Farsetti a S. Maria di Sala, realizzata su progetto di Paolo Posi reimpiegando colonne antiche provenienti da Roma. Tra le opere eccezionalmente concesse in prestito, che documentano l’interesse crescente per i monumenti antichi tra la prima e la seconda metà del secolo, sono tre straordinari dipinti del Colosseo di Andrea Locatelli, Bernardo Bellotto e Gaspare Vanvitelli insieme a dipinti di Giovanni Paolo Pannini, Pompeo Batoni, etc. In una sezione a parte verranno inoltre esposti il modello settecentesco della facciata della Reggia di Caserta e l’eccezionale modello ligneo del Colosseo, opera di Carlo Lucangeli con una restituzione dall’antico derivata da Carlo Fontana e dai disegni di Vincenzo Brenna”.
La rassegna
La mostra è così suddivisa:
1. FOLIGNO 1745-55
CARTOGRAFIA E VEDUTE
LE FABBRICHE DI CERA
I PIERMARINI
2. ROMA TRA BAROCCO E NEOCLASSICO (1755-1765)
La Roma di Benedetto XIV Lambertini
VEDUTA DI ROMA DI GIUSEPPE VASI
IL COLLEGIO ROMANO E L’INSEGNAMENTO DI MATEMATICA E GEODETICA DI RUGGERO
BOSCOVICH
Roma da Benedetto XIV Lambertini a Clemente XIII Rezzonico
L’AMBIENTE
L’ARCHITETTURA
RITRATTO DEL PONTEFICE
La Roma di Clemente XIII Rezzonico
VILLA ALBANI
RITRATTI
ANTIQUARIA - LIBRI ANTICHI
La Roma di Clemente XIII Rezzonico e l’antico
IL CANTIERE DI RESTAURO DEL PANTHEON: disegni di Paolo Posi, Vincenzo Brenna, G.B. Piranesi
MODELLO ARCHITETTONICO DEL COLOSSEO
VEDUTE IMMAGINARIE CON EDIFICI ANTICHI
SOUVENIRS “GRAND TOUR”
L’apprendistato di Piermarini
LO STUDIO DI PAOLO POSI
PALAZZO COLONNA IL GIARDINO ALLA PILOTTA
VILLA VALENTI GONZAGA
LA VILLA FARSETTI NEL VENETO: UN MODELLO PER IL PIERMARINI
MODELLI ARCHITETTONICI
COMPAGNI DI STUDIO E RAPPORTI PROFESSIONALI (Vincenzo Brenna, Giacomo Quarenghi, Giuseppe Vasi): RITRATTI E DISEGNI
LO STUDIO DI STEFANO POZZI PITTORE E L’ACCADEMIA DEL NUDO
Lo studio di Luigi Vanvitelli a Roma diretto da Carlo Murena
Un metodo per la formazione di un architetto
RITRATTI DEI MAESTRI
PIERMARINI E I NUOVI COMPAGNI DI STUDIO: Girolamo Toma, Andrea Vici, Virginio Bracci
RITRATTI
L’ESERCIZIO DEL DISEGNO E IL RILIEVO DELLE OPERE DEI MAESTRI
L’ACCADEMIA DI SAN LUCA: PROGETTI ISPIRATI AI TEMI DEI CONCORSI CLEMENTINI
3. NAPOLI 1765-1771
Lo studio di Luigi Vanvitelli a Napoli
DISEGNI
IL RILIEVO DELL’ANTICO ED IL SODALIZIO CON CARLO VANVITELLI
LA REGGIA DI CASERTA: DICHIARAZIONE DEI DISEGNI DI VANVITELLI
MODELLI ARCHITETTONICI DELLA REGGIA E DEL GIARDINO
4. Il teatro a Roma e la Scenografia
UN PROGETTO DI TEATRO PER IL CONCORSO CLEMENTINO DEL 1762
UN PROGETTO DI BARBERI CON IL TEATRO DELLA SCALA
5. I TEATRI E LA CULTURA MUSICALE
L’APPRODO ALLA “SCALA” DI MILANO
MODELLI ARCHITETTONICI
6. L’ARCHITETTURA EFFIMERA
E L’ARCHITETTURA DEL VERDE
CAPRICCI ARCHITETTONICI
ARCHITETTURA EFFIMERA : ROMA COMMITTENZA COLONNA
CARLO MURENA
ARCHITETTURA EFFIMERA: NAPOLI, I BORBONE
ARCHITETTURA EFFIMERA: MILANO, GLI ASBURGO
7. L’ARCHITETTURA EFFIMERA
8. FOLIGNO
L’ARCHITETTURA RELIGIOSA
DUOMO. PROGETTO DI RESTAURO DA FILIPPO BARIGIONI A GIUSEPPE PIERMARINI
CARLO MURENA. CHIESA DELLA SS. TRINITÀ IN ANNUNZIATA
IL DUOMO DI FOLIGNO
ANDREA VICI A FOLIGNO
9. PROIEZIONI E RICOSTRUZIONI MULTIMEDIALI
- Apparato per le nozze dell’arciduca Ferdinando d’Asburgo con Beatrice d’Este.
La mostra che si avvale di un catalogo, edito da Fabbri Editore, è stata resa possibile grazie al patrocinio del Ministero per i Beni e le Attività Culturali e al contributo della Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno.
Digitalizzazione dei 600 disegni originali del Piermarini
L’evento espositivo vede anche il notevole lavoro svolto dalla importante Biblioteca Comunale di Foligno realativo al progetto di digitalizzazione dei 600 disegni originali del celebre architetto, di cui è proprietaria e depositaria, avviato nel 2006. Si tratta di un fondo che, per la sua peculiarità e consistenza, riveste un grande interesse nazionale ed internazionale, punto di riferimento di studiosi ed esperti del settore: basti riferirsi soltanto alle ultime richieste di prestito, riapertura del Teatro alla Scala di Milano (dicembre 2004), mostra Il Settecento a Roma organizzata dal Ministero per i Beni e le Attività Culturali a Palazzo Venezia (ottobre 2005), mostra Illuminismo sperimentale e Romanticismo latente nella Vienna del Settecento, Museo Albertina di Vienna (17 marzo-17 settembre 2006). Ora i disegni digitalizzati si possono vedere online nel sito web Piermarini catalogo e disegni del fondo Piermarini, nel pieno rispetto dei requisiti di accessibilità ed usabilità Sito web Piermarini - collegamento esterno.
Giuseppe Piernarini, biografia.
Giuseppe Piermarini nacque a Foligno nel 1734. Dopo una iniziale formazione architettonica nella sua città natale, fu allievo di Luigi Vanvitelli con il quale lavorò a Roma e a Napoli. Nel 1769 giunse a Milano con il maestro divenendo figura importantissima per l'architettura lombarda dell'epoca fino ad essere nominato nel 1779 Imperial Regio Architetto. Tra le opere più imporanti da lui realizzate a Milano il Palazzo Ducale ispirato alle architetture vanvitelliane, mentre in Palazzo Greppi ha una sua più chiara e definita personalità che si esprime con la chiarezza delle linee ed essenzialità delle strutture. Tra il 1776 e il 1780 realizzò la Villa Reale di Monza che si può considerare uno dei suoi capolavori, ma la sua opera più famosa resta il Teatro alla Scala di Milano con una sobria e lineare facciata. Tra le altre opere a Milano: Palazzo Belgioioso, Palazzo Casnedi, Palazzo Morigia, Palazzo Cusani, Palazzo del Monte di Pietà, Facciata del Palazzo dell'Arcivescovado, Teatro della Cannobbiana. Una volta perduti gli incarichi ufficiali a Milano Piermarini si ritirò nella sua città natale, Foligno, dove morì nel 1808.

 

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